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Le Guide Genitori: tutti i bonus e le agevolazioni fiscali

Le Guide Pubblicato il 10 maggio 2018

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Neo genitori: ecco tutti i bonus, le agevolazioni fiscali e gli aiuti economici per favorire i genitori e le famiglie

I figli rappresentano una gioia immensa, come si direbbe a Napoli “so piezz e còre”. Tuttavia, le spese da affrontare quanto si decide di fare un figlio non sono di certo indifferenti per i genitori. Un quinto delle famiglie italiane con figli a carico, infatti, incontra notevoli difficoltà nell’affrontare le spese necessarie per coprire quantomeno le esigenze primarie, non riuscendo talvolta a farvi fronte; non è migliore la condizione della maggior parte delle restanti famiglie. Inutile girarci intorno: se fare figli è diventato quasi un lusso, c’è qualcosa che non va.

Da buoni ottimisti, però, dobbiamo cercare di guardare sempre al lato positivo delle cose. Sul punto, infatti, è bene sapere che sono moltissime le agevolazioni, le misure e gli aiuti economici volti a favorire i genitori nell’anno in corso. La Legge di Bilancio 2018, infatti, ha dato molta importanza al tema famiglia, prevedendo una serie di bonus per i neo genitori. Proprio di questo parleremo nel presente articolo. Vediamo allora quali sono i tutti i bonus, le agevolazioni fiscali e gli aiuti economici per favorire i genitori e le famiglie.

Assegno di natalità 2018: cos’è e come funziona

Cominciamo questa nostra guida illustrando cos’è e come funziona l’assegno di natalità 2018, detto anche Bonus Bebè. Ebbene, ai genitori di figli nati o adottati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018 spetta il cosiddetto assegno di natalità, detto anche Bonus Bebè. Si tratta di un contributo annuo di 960 euro, erogato dall’Inps in 12 mensilità da 80 euro ciascuna e valido fino al compimento del 1° anno del bambino (o per il 1° anno dal suo ingresso nella famiglia adottiva). Possono accedervi i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 25mila euro l’anno. In caso di Isee fino a 7mila euro annui, invece, il contributo raddoppia a 1.920 euro (160 euro al mese per 12 mensilità). Il genitore richiedente deve essere cittadino italiano, di uno Stato Ue, extra-comunitario con permesso di soggiorno o rifugiato; residente in Italia; convivente con il figlio.

La legge di bilancio 2018, dunque, ha confermato la possibilità per le famiglie di accedere al bonus bebè assegno di natalità.  Sul punto, inoltre, si segnala che con una recentissima circolare (del 19.03.2018) l’Inps ha dettato tutte  le istruzioni e le informazioni utili per il nuovo bonus bebè Inps 2018. Tuttavia, a differenza di quanto previsto fino al 2017, a partire dal 2018, la durata del bonus bebè è stata rimodulata: il bonus, infatti, spetterà solo per il primo anno di vita e non avrà più durata di tre anni. La durata del bonus bebè 2018 è quindi di 12 mesi e non più di 36 mesi, come in passato.

Attenzione: per i nati entro il 31 dicembre 2017 si applicheranno le vecchie regole e quindi il bonus bebè varrà fino ai primi tre anni di vita del bambino.

Bonus bebè 2018: quanto spetta?

La misura dell’assegno dipende dall’Isee del nucleo familiare. In particolare, come anticipato, spetterà:

  • un assegno di 80 euro al mese per 12 mesi, ovvero 960 euro l’anno con Isee fra i 7mila euro e i 25mila euro annui;
  • un assegno di 160 euro al mese per 12 mesi, ovvero 1.920 euro l’anno con Isee familiare non superiore a 7mila euro annui.

Per maggiori informazioni, consigliamo la lettura della nostra guida: Nuovo bonus bebè 2018: tutte le novità Inps.

Bonus «mamma domani»: premio da 800 euro

Il premio alla nascita di 800 euro – detto bonus mamma domani – spetta alle future e neo mamme, indipendentemente dal reddito familiare, che siano cittadine italiane, comunitarie, extracomunitarie con permesso di soggiorno o rifugiate politiche, e residenti in Italia. Il beneficio – pagato dall’Inps in un’unica soluzione – può essere richiesto online sul portale Inps (in alternativa via call center, oppure attraverso i servizi telematici) a partire dall’ottavo mese di gravidanza o dal momento dell’adozione ed entro un anno. All’Inps va presentato il certificato che attesta lo stato di gravidanza con l’indicazione della data presunta del parto (o documentazione con i dati presenti nel provvedimento di adozione o affidamento).Il Bonus Mamme domani 2018, dunque, è un premio nascita di 800 euro corrisposto a domanda della madre interessata dall’ottavo mese di gravidanza o per ogni figlio nato, adottato o affidato nell’anno in corso. Può essere richiesto, anche nel caso di più figli nati nello stesso parto, senza graduatoria Inps e senza presentare il modello Isee 2018.

Bonus asilo nido

Ai figli nati o adottati dal 1° gennaio 2016 spettano importanti agevolazioni economiche per il pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati. Sono, inoltre, previsti dei contributi in favore dei bambini che necessitano di assistenza domiciliare. Si tratta del cosiddetto Bonus asilo nido.

Bonus asilo nido 2018: come funziona

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di mille euro su 11 mensilità, per un contributo massimo di 90,91 euro per ogni retta mensile pagata e documentata. Il contributo mensile erogato dall’Inps non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta. Il bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino,  di un attestato rilasciato dal pediatra  che attesti per l’intero anno di riferimento «l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica». In questo caso l’Inps eroga il bonus di mille euro in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Per maggiori approfondimenti, per sapere con precisione a quanto ammontano le agevolazioni, a chi spettano, come e quando fare domanda, si consiglia la lettura della nostra guida: Bonus asilo nido 2018: cos’è e come funziona

Fondo di sostegno per la natalità: come funziona

Il Fondo di sostegno per la natalità è un fondo di garanzia, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per favorire l’accesso al credito per famiglie con uno o più figli, nati o adottati dal 1° gennaio 2017. Il fondo interviene con rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, a banche e intermediari finanziari, attraverso cui le famiglie possono accedere a finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato. La garanzia (nella misura del 50% del finanziamento) può essere richiesta fino al compimento del terzo anno di età del bambino oppure entro tre anni dall’adozione, per prestiti non superiori a 10mila euro, da restituire in massimo 7 anni e a tasso fisso non superiore al Tegm.

Bonus figli a carico 2018: cos’è e come funziona

Il bonus figli a carico 2018 consiste in una detrazione di spesa che si potrà far valere con la presentazione della dichiarazione dei redditi. La detrazione vale per ogni figlio considerato fiscalmente a carico dei genitori. Sul punto, la legge di bilancio 2018 ha previsto importanti novità. Vediamo, dunque, come sono cambiate le norme sulle detrazioni per i figli a carico, le previsioni in merito alla soglia di reddito entro la quale i figli possono essere considerati a carico fiscale dei genitori e tutte le novità in tema di bonus figli a carico 2018.

Bonus figli a carico 2018: nuova soglia di reddito

Con la legge di bilancio 2018 sale la soglia di reddito da 2.840,51 euro a 4mila euro affinché il figlio possa essere considerato fiscalmente a carico e, dunque, affinché si possano far valere le detrazioni per i figli a carico. L’innalzamento della soglia trova applicazione esclusivamente per i figli di età non superiore a 24 anni. Al contrario, per il figlio con età superiore ai 24 anni, la soglia resta invece di 2.840,51 euro.  Con la nuova legge di bilancio 2018, dunque, un figlio si intende a carico fin quando il suo reddito annuo non supera i 2.840,51 euro. Dal 2019 l’importo del reddito annuo sarà aumentato a 4mila euro per i figli con età non superiore a 24 anni. Nel caso in cui il figlio a carico dovesse superare i redditi indicati, il lavoratore beneficiario della detrazione dovrà versare il conguaglio.

Bonus figli a carico 2018: a chi spetta la detrazione?

Di norma, la detrazione spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno, salvo un eventuale accordo che preveda la detrazione al 100% in favore del genitore col maggior reddito. Se invece un genitore è a carico dell’altro, la detrazione spetta nella misura del 100% a quest’ultimo. Nei casi di genitori separati o divorziati le detrazioni spettano al 100% al genitore affidatario; sono, invece, ripartite al 50% tra i genitori in caso di affidamento congiunto. Nel caso di genitori non sposati, si applicano le regole previste per i genitori separati in presenza di un provvedimento per l’affidamento dei figli, mentre in mancanza di questo si applica quanto previsto per i genitori coniugati.

Bonus figli a carico 2018: gli importi

La legge di bilancio 2018 ha lasciato invariati sia l’importo sia le modalità di calcolo della detrazione. La misura della detrazione però non è fissa, ma varia in base ai seguenti fattori:

  • ammontare del reddito del genitore;
  • età del figlio (inferiore o meno di 3 anni);
  • figli con handicap;
  • numero dei figli (superiore o meno a 3).

I genitori che beneficiano della detrazione per figli a carico 2018 hanno diritto ai seguenti importi:

  • da 800 a 950 euro, per ogni figlio dai tre anni in su;
  • da 900 a 1.220 euro, per ogni figlio sotto i tre anni;
  • da 220 a 400 euro, l’importo aggiuntivo per ogni figlio portatore di handicap.

Bonus figli a carico 2018: come si calcola la detrazione?

Come detto, le detrazioni figli a carico, consentono a chi presenta la dichiarazione dei redditi, di poter detrarre le spese che il contribuente ha sostenuto nel corso dell’anno precedente per i figli maggiorenni e minorenni e per i figli portatori di handicap. Per il calcolo della soglia massima di reddito per i familiari a carico vanno considerati solo i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo Irpef, compresi i redditi dei fabbricati. In concreto, per calcolare l’ammontare della detrazione bisogna effettuare il seguente calcolo:

  • calcolare la differenza tra 95mila euro e il proprio reddito complessivo (al netto della deduzione per l’abitazione principale e relative pertinenze, ed aumentato dei redditi dei fabbricati assoggettati alla cedolare secca);
  • dividere 95mila euro per il risultato ottenuto;
  • moltiplicare la detrazione per il coefficiente ottenuto da tale divisione.

In caso di più figli, all’importo di 95mila euro vanno aggiunti 15mila euro per ciascun figlio successivo al primo.

Voucher per la baby sitter

C’è la possibilità, per le madri lavoratrici, di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi il cosiddetto Bonus baby sitter, in alternativa al congedo parentale,  vale a dire la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting ovvero un contributo per fare fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia. Possono fruirne le lavoratrici dipendenti, le iscritte alla Gestione separata e le lavoratrici autonome. La domanda va presentata all’Inps esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali: web, patronati, contact center. Per tutti i dettagli, consigliamo la lettura della nostra guida: .

Congedo di paternità: come funziona

Sono passati da due a quattro i giorni di congedo obbligatorio per chi è diventato o diventerà papà (anche attraverso adozione/affidamento). Il congedo è riservato ai lavoratori dipendenti, che possono ottenere indennità pari al 100% dello stipendio a carico dell’Inps. Le giornate di astensione, anche non consecutive, possono essere utilizzate entro i primi cinque mesi del figlio. I neo papà possono inoltre usufruire di un quinto giorno facoltativo se la mamma rinuncia a un giorno di congedo maternità.
La data in cui si vuole fruire del congedo va comunicata al datore di lavoro con almeno 15 giorni di anticipo, nei casi di pagamento diretto da parte di Inps, invece, si presenta online all’Istituto.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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