HOME Articoli

Lo sai che? Quali beni non possono essere pignorati

Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

Articolo di

> Lo sai che? Pubblicato il 23 maggio 2018

Pignoramento: vediamo quali sono tutti i beni mobili e immobili che non possono essere aggrediti dai creditori

Nonostante il pignoramento, ci sono beni che nessun creditore potrà mai toglierti. La legge [1], infatti, definisce chiaramente quali beni non possono essere pignorati, stabilendo importanti limiti alla pignorabilità dei beni. Ci sono, pertanto, beni assolutamente impignorabili, che – quindi – non potranno mai essere pignorati e beni relativamente impignorabili, per i quali si può procedere con il pignoramento solo a determinate condizioni. Per quanto riguarda i primi, l’obiettivo è quello di tutelare la dignità del debitore e le sue basilari esigenze di vita. Per questo motivo non possono essere aggredite cose indispensabili per mangiare, dormire o lavorare. Riguardo ai beni immobili, inoltre, esistono dei limiti particolari se si ha un debito col fisco: l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può pignorare l’unica casa del debitore. Se questo ha più immobili, l’ente può aggredirli solo se il debito supera i 120mila euro. Questi limiti non valgono se il creditore è un privato (ad esempio una banca). Ma procediamo con ordine e vediamo quali beni non potranno mai essere aggrediti dai creditori. Ecco la lista completa.

Pignoramento: beni assolutamente impignorabili

Ci sono determinati beni che non possono mai essere oggetto di pignoramento. Beni che, dunque, i creditori non potranno mai aggredire e che nessuno potrà  mai sottrarre al debitore. Si tratta di beni essenziali allo svolgimento della vita del debitore e della sua famiglia che sono assolutamente impignorabili. Ecco quali sono:

  • l’anello nuziale (la fede, per intenderci);
  • vestiti e biancheria;
  • i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice. Attenzione: sono, però, pignorabili i mobili (esclusi i letti) di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
  • utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli;
  • cose sacre e cose destinate all’esercizio del culto;
  • beni commestibili e combustibili (se necessari per un mese di mantenimento del debitore e dei suoi familiari conviventi);
  • armi ed oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • decorazioni al valore, lettere, registri e in generale gli scritti di famiglia e i manoscritti eccetto che appartengano ad una collezione.

Pignoramento: beni relativamente impignorabili

Ci sono, poi, altri beni che possono essere pignorati solo nel rispetto di determinati limiti e condizioni. Si tratta, principalmente, di beni riferibili all’attività lavorativa del debitore e si parla al riguardo di beni relativamente pignorabili. Vediamo di quali si tratta.

Pignoramento: gli strumenti della professione

Strumenti, oggetti e libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un 1/5, ma solo se il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale della riscossione o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. Tale limite si applica anche per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro. Al riguardo è bene precisare che il pignoramento degli strumenti utili per lo svolgimento dell’attività lavorativa del debitore è in concreto di difficile applicazione perché presuppone che il debitore abbia a disposizione una pluralità di beni analoghi. Pluralità che però non sempre si riscontra in un’attività lavorativa. La conseguenza è che in presenza di un unico bene dello stesso genere (ad esempio uno specifico macchinario) indispensabile per il processo lavorativo questo sarà impignorabile.

Inoltre, nel caso di pignoramento di uno di questi beni, al fine di garantire (almeno per un certo periodo di tempo) l’attività lavorativa del debitore:

  • l’ufficiale della riscossione li affida in custodia sempre al debitore;
  • il primo incanto deve essere effettuato non prima che siano trascorsi 300 giorni dal pignoramento;
  • il pignoramento perde efficacia quando, dalla sua esecuzione, sono trascorsi 360 giorni (anziché 200) senza che sia stato effettuato il primo incanto.

Pignoramento: i beni del proprietario di un fondo

Le cose che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione dello stesso possono essere pignorate, separatamente dall’immobile, soltanto in mancanza di altri beni. Inoltre, se il debitore ne fa richiesta, il giudice può escludere dal pignoramento le cose che sono di uso necessario per la coltura del fondo o può anche permetterne l’uso, sebbene pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione.

Pignoramento: i beni appartenenti a terzi

Non possono essere pignorati beni appartenenti a persona diversa dal debitore pure se tali beni si trovino in uno dei luoghi ove il pignoramento può essere eseguito. A tal fine, però, è necessario che:

  • il titolo da cui deriva l’appartenenza al terzo abbia data anteriore all’anno cui si riferisce il pignoramento;
  • il debitore dimostri l’appartenenza al terzo mediante esibizione di atto pubblico o scrittura privata autenticata, ovvero di sentenza passata in giudicato pronunciata su domanda proposta prima di detto anno.

Nel caso in cui si proceda comunque al pignoramento, il terzo proprietario può proporre opposizione avverso l’esecuzione forzata ed in tale procedimento la prova della sua appartenenza del bene è soggetta alle stesse limitazioni sopra richiamate.

Quali sono i crediti impignorabili

Per quanto riguarda i crediti, invece, la legge [2] stabilisce che non sono assoggettabili ad esecuzione forzata:

  • i crediti alimentari (come quelli dovuti in regime di separazione);
  • i sussidi dovuti per maternità, malattie e funerali da casse di assicurazione, enti assistenziali o benefici, e quelli destinati al sostentamento di persone in stato di indigenza.

Non possono essere pignorate, inoltre: le pensioni minime, di solito identificate con la pensione sociale Inps; mentre, per la parte di pensione eccedente questa soglia, il pignoramento non può superare la quota del 20%.

Beni immobili non pignorabili: quali sono

Il creditore privato non ha limiti nel pignorare la casa del debitore. Il doscorso, invece, è diverso per il fisco, ossia per l’Agenzia delle Entrate Riscossione che non può pignorare la prima casa.  L’espressione «prima casa» è utilizzata impropriamente in questo ambito: è infatti più corretto parlare di «unica casa». La legge infatti stabilisce, se il creditore è il Fisco, vale la regola dell’impignorabilità della casa del debitore, a patto che:

  • costituisca l’unica abitazione del debitore stesso: se si tratta di prima casa (e quindi ce ne sono delle altre), essa sarà pignorabile al pari di tutte le altre;
  • sia iscritta a catasto come civile abitazione;
  • non appartenga alla categoria degli immobili di lusso;
  • non sia accatastata sotto le categorie A/8 e A/9 (rispettivamente ville e castelli);
  • il debitore abbia vi fissato anagraficamente la propria residenza.

Se manca anche una soltanto di queste caratteristiche, l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà procedere al pignoramento, a patto però che il valore del credito superi i 120mila euro. Inoltre, anche se si tratta di unica casa e il credito supera i 20mila euro, il Fisco potrà comunque iscrivere un’ipoteca sull’immobile. Se il debito col fisco è inferiore a 20mila euro, invece, nemmeno l’ipoteca sarà possibile.

L’ente pubblico, tuttavia, anche se non può iniziare il procedimento esecutivo, può inserirsi nell’esecuzione iniziata da altri creditori (per i quali, al contrario, l’unica casa del debitore è liberamente pignorabile). Quindi, se il pignoramento è eseguito da un altro creditore (ad esempio una banca), l’Agenzia delle Entrate può entrare nel relativo procedimento e soddisfarsi sul denaro ricavato dalla vendita all’asta dell’immobile.

note

[1] Artt. 514, 515 e 516 Cod. Proc. Civ.

[2] Art. 545 Cod. Proc. Civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI