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Lo sai che? Assenza per malattia: chi rischia di più la visita fiscale?

Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 maggio 2018

I dati dimostrano che i dipendenti del settore pubblico rischiano la visita fiscale di controllo ben il doppio delle volte di quanto facciano i colleghi del settore privato

Come abbiamo avuto modo di precisare in altre occasioni (leggi Visite fiscali: cosa cambia nel 2018?) da gennaio 2018 è entrata in vigore la disciplina [1] che ha previsto nuove procedure per l’accertamento delle assenze per malattia per tutti i settori della pubblica amministrazione. Con le nuove disposizioni, invece è saltata la fascia unica di reperibilità per le visite fiscali prevista dei decreti correttivi alla riforma Madia.

Ma vediamo nel dettaglio le novità in materia di visite fiscali.

Assenza per malattia: le novità 2018

La riforma in materia di assenze per malattia e visite fiscali ha introdotto diverse novità ma ha lasciato invariate le fasce di reperibilità. Queste restano di 7 ore per i dipendenti pubblici e di 4 ore per i privati, non accogliendo la parificazione invocata dal Consiglio di Stato tra settore privato e settore pubblico in un parere dello scorso settembre. Tra le novità più importanti certamente quella per cui il datore di lavoro può richiedere la visita fiscale fin dal primo giorno di malattia, tramite l’Inps per un controllo tempestivo domiciliare. L’Inps, che può disporre anche di propria iniziativa l’invio di una visita fiscale, avrà l’intero controllo e gestione della disciplina delle visite fiscali.

Visite fiscali: le regole per i dipendenti pubblici

Le novità in punto di visite fiscali, però non hanno mancato di far sorgere polemiche, atteso che nell’anno in corso le visite fiscali sono in evidente aumento solo per i dipendenti pubblici, come rilevato attraverso i dati raccolti nel primo trimestre di quest’anno dal Polo Unico Inps. L’attività di controllo di assenza per malattia, infatti, viene gestita dal nuovo Polo Unico Inps che ha la competenza esclusiva nella gestione delle visite di controllo per assenze per malattia per i lavoratori pubblici e privati. Per questi ultimi, tuttavia, le ore di reperibilità sono solo 4 a fronte delle 7 ore di reperibilità al giorno per i lavoratori statali.

L’aumento del numero di visite fiscali disposte nei confronti dei dipendenti pubblici può chiaramente dedursi se si considerano i seguenti dati: su 1,9 milioni di certificati di malattia trasmessi, i lavoratori statali che hanno ricevuto la visita fiscale sono stati ben 101 mila, a fronte delle 123 mila visite del settore privato disposte su ben 4,7 milioni di certificati per malattia. In sostanza, nel pubblico impiego, le visite fiscali di controllo vengono disposte praticamente il doppio delle volte in cui vengono disposte nel settore privato.

Visita fiscale: quante volte?

Tornando alla nuova disciplina, la visita fiscale può essere disposta con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità di giornate festive o di riposo settimanale, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’assenteismo ed in particolare quello molto frequente nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Con le nuove disposizioni, la visita fiscale può essere ripetitiva e quindi il medico fiscale può far visita al dipendente anche più volte nel corso dello stesso periodo di malattia.

Visita fiscale: le fasce di reperibilità

Come anticipato, dunque, la nuova disciplina non interviene sulle fasce di reperibilità che rimangono immutate. Le fasce orarie di reperibilità per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni vanno dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Il medesimo obbligo di restare a casa (nel domicilio dichiarato) e reperibili, vale anche per i giorni non lavorativi e festivi.

Visita fiscale: esclusi dalla reperibilità

Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è riconducibile a patologie gravi bisognevoli di terapie salvavita o per coloro che abbiano un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%. Non sono più comprese, invece, tutte quelle malattie più ricorrenti, come sindrome ansiosa, bronchite, gastrite, cistite e tante altre di minore gravità che consentivano in passato di potersi assentare senza temere la visita del medico fiscale.

Visita fiscale: altre regole

Il medico fiscale, redatto il verbale di accertamento con la valutazione circa la capacità o incapacità lavorativa riscontrata, lo trasmette all’Inps per via telematica che, con lo stesso sistema lo trasmette al datore di lavoro. E una copia del verbale viene messa a disposizione del dipendente.

Il dipendente ammalato ha l’obbligo di comunicare l’eventuale variazione dell’indirizzo dove trascorrerà la malattia e dove resterà reperibile per la visita fiscale. Nel caso in cui il medico fiscale non dovesse trovare presente il dipendente al domicilio dichiarato, ne darà immediata comunicazione al datore di lavoro e contemporaneamente lascerà l’invito per il dipendente assente a recarsi a visita ambulatoriale il primo giorno utile.

Nel caso poi di guarigione anticipata rispetto alla precedente prognosi, il medico fiscale attestante la malattia dovrà redigere un certificato di guarigione anticipata.

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note

[1] Decreto n. 206 del 17.10.2017 pubbl. in G.U. il 29.12.2017

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