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Lo sai che? Veranda sul balcone: serve il permesso del Comune

Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2018

Si può trasformare il balcone in veranda? Serve il permesso del Comune per realizzare una veranda sulla balconata del proprio appartamento? Scopriamolo insieme.

Con riferimento al tema casa, sono stati finalmente definiti gli interventi di edilizia privata liberi, vale a dire che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia), autorizzazioni preventive, né permesso di costruire. Lo avevamo già preannunciato in Lavori in casa: quando non serve il permesso?; ora è ufficiale: d’ora in poi non sarà più necessario chiedere il permesso al Comune, né ottenere alcuna autorizzazione per svolgere molti lavori in casa o opere di manutenzione ordinaria, di edilizia ed impiantistica. Ed infatti, è entrato in vigore il decreto delle Infrastrutture [1] contenente un elenco puntuale di tutti i lavori in casa, gli interventi e le riparazioni realizzabili senza dover richiedere autorizzazioni o presentare comunicazioni (Cil, Cila, Scia), permesso di costruire al Comune. Il glossario contenente l’indicazione dei lavori realizzabili senza permesso di costruire si compone di 58 voci [2]. L’elenco, in realtà, non è esaustivo; l’elencazione, tuttavia, esemplifica puntualmente il riconoscimento delle opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo, costituendo un vero e proprio vademecum degli interventi di edilizia libera.

Sul punto, complice anche il bonus verde quale importantissima novità del 2018, in molti si chiedono: si può trasformare il balcone in veranda? Per la realizzazione di una veranda sul balcone del proprio appartamento serve il permesso del Comune? A tanto risponderemo nel presente articolo.

Veranda sul balcone di casa: si può fare?

Avere una veranda sul balcone è un po’ il sogno di tutti, in particolar modo di coloro che abitano in un condominio.  La veranda, infatti, può risolvere piccoli e grandi problemi come, ad esempio, la tenuta di attrezzi ed elettrodomestici al riparo dalle intemperie climatiche, la creazione di un locale a uso lavanderia o, addirittura, la realizzazione di un vero e proprio piccolo salotto al verde, magari con un tavolino e delle sedie. Ecco che allora ci si domanda: si può fare la veranda sul balcone? Si può trasformare il balcone in veranda? Per realizzare una veranda sulla balconata di un appartamento serve il permesso di costruire? A questa domanda ha risposto con una recentissima pronuncia il Consiglio di Stato. Vediamo allora cos’hanno detto i giudici amministrativi.

Trasformare il balcone in veranda: serve il permesso di costruire?

Con una recentissima sentenza [3], il Consiglio di Stato ha stabilito che le verande realizzate sulla balconata di un appartamento, in quanto determinano una variazione planovolumetrica ed architettonica dell’immobile nel quale vengono realizzate, sono sempre soggette al preventivo rilascio di permesso di costruire. In assenza,  il proprietario dell’appartamento potrebbe essere accusato di abuso edilizio e, di conseguenza, essere costretto a demolire la veranda. Secondo i giudici di Palazzo Spada, infatti, deve escludersi che la trasformazione di un balcone o di un terrazzo in veranda costituisca una «pertinenza» in senso urbanistico. La veranda, dunque,  integra a tutti gli effetti un nuovo locale autonomamente utilizzabile, il quale viene ad aggregarsi ad un preesistente organismo edilizio, per ciò solo trasformandolo in termini di sagoma, volume e superficie.

Veranda sul balcone: senza permesso è abuso edilizio

Ciò posto, il Consiglio di Stato ha ritenuto giusta la determinazione con la quale il Comune aveva disposto la demolizione di «una veranda con struttura in alluminio e vetri con grigliato ligneo esterno di mt. 1,50 X 4,00 circa adibita a lavanderia (lato cortile)», e di «una veranda con infissi in alluminio, priva di vetri di mt. 1,00X2,00 circa adibito a ripostiglio», in quanto entrambe realizzate in assenza di titolo abilitativo.

Sul punto, inoltre, i giudici amministrativi hanno precisato che nessuna eccezione può essere fatta in base al tipo di materiale utilizzato per la realizzazione della veranda. Le verande sono «strutture fissate in maniera stabile al pavimento che comportano la chiusura di una parte del balcone, con conseguente aumento di volumetria e modifica del prospetto. Né può assumere rilievo la natura dei materiali utilizzati, in quanto la chiusura, anche ove realizzata (come nella specie) con pannelli in alluminio, costituisce comunque un aumento volumetrico», si legge sul punto nella sentenza.

Da quanto precede, può affermarsi che le verande realizzate sulla balconata determinano una variazione planovolumetrica ed architettonica dell’immobile  e, dunque, sono soggette al preventivo rilascio di permesso di costruire.

La veranda, dunque, non integra una semplice pertinenza edilizia soggetta a Dia, ma un nuovo locale autonomamente utilizzabile che necessita di permesso di costruire. In caso di violazione, la sanzione applicabile è quella della demolizione.

note

[1] Del 02.03.2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 81 del 07.04.2018.

[2] Il glossario è allegato al decreto del ministero delle Infrastrutture pubblicato nella Gazzetta ufficiale di sabato 7 aprile (decreto ministeriale 2 marzo 2018). L’adozione del glossario – va ricordato – era prevista dal decreto legislativo 222 del 2016, cosiddetto “decreto Scia 2”, che demandava al decreto del Mit la costituzione dell’«elenco delle principali opere edilizie, con l’individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte». Decreto che ora diventa, dunque, operativo.

[3] Consiglio di Stato, sent. n. 1893 del 23.03.2018.

Autore immagine Piaxabay.com

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