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Lo sai che? Tfr non pagato: quali rimedi?

Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2018

Vediamo quali rimedi ha a disposizione il lavoratore a cui non viene pagato il Tfr alla cessazione del rapporto di lavoro 

Il lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro ha diritto al trattamento di fine rapporto. Questo, conosciuto anche come liquidazione o buona uscita, è la somma di denaro che il datore di lavoro gli deve elargire quando il rapporto di lavoro per varie cause o motivi, giunge al termine. Il lavoratore, infatti, ha diritto al Tfr qualunque sia la causa della cessazione del rapporto di lavoro e, dunque, deve essere corrisposto sia al raggiungimento della pensione, che nei casi di licenziamento o dimissioni. Ma quali sono effettivamente i tempi di liquidazione del Tfr?  In altri termini: quando deve essere pagato il Tfr? Cosa può fare il lavoratore a cui non viene pagato il Tfr o viene liquidato in ritardo?  Come difendersi in questi casi? A tanto risponderemo in questo articolo.

Prima di entrare nel vivo della questione è bene premettere che per quanto riguarda i dipendenti pubblici, il Tfr non viene liquidato subito alla cessazione del rapporto di lavoro, ma viene erogato anche dopo due anni e, comunque, con tempistiche in netto ritardo rispetto a quelle del settore privato. Da tempo, questa ingiustificata disparità è considerata da molti inaccettabile, tanto che i dipendenti pubblici hanno avviato numerose cause per ottenere l’equiparazione dei tempi di pagamento del Tfr tra lavoratori del settore pubblico e lavoratori del settore privato. Questa disparità appare ancor più inaccettabile se si considera che il Tfr è costituito da soldi che i dipendenti accantonano nel corso della vita lavorativa, per cui più si allontana nel tempo l’erogazione di queste somme maggiore è il danno che si produce ai lavoratori, atteso che con il trascorrere del tempo il denaro accantonato a titolo di Tfr perde progressivamente il valore di proporzionalità alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato a causa dell’erosione del potere d’acquisto della moneta.

Per questo motivo migliaia di lavori si sono mobilitati con l’obiettivo di contestare i tempi di erogazione del Trattamento di fine rapporto, giudicati penalizzanti per i dipendenti pubblici e di portare all’esame della Corte Costituzionale la problematica delle liquidazioni del Tfr che per moltissimi lavoratori vengono versate anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per maggiori approfondimenti leggi: Tfr pagato in ritardo: via ai ricorsi e ai risarcimenti.

Ciò detto, vediamo cosa accade nel caso di Tfr non pagato e quali rimedi ha il lavoratore per tutelarsi?

Tfr: quando va pagato?

Il Tfr deve essere pagato al lavoratore non appena si verifica la cessazione del rapporto di lavoro, rispettando inoltre i termini previsti dai Contatti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl). Dunque, il lavoratore che intende sapere quando riceverà il pagamento del proprio Tfr, dovrà fare riferimento innanzitutto alla tempistica indicata nel proprio Ccnl di categoria, atteso che ogni settore prevede tempi diversi entro i quali il datore di lavoro ha l’obbligo di liquidazione delle somme dovute al dipendente in caso di fine rapporto.

Tfr 2018:quando deve essere pagato?

Il Tfr deve essere pagato materialmente al momento della risoluzione o cessazione del rapporto di lavoro o, in alternativa, entro i tempi stabiliti dal contratto nazionale di riferimento. Come anticipato, quindi, per sapere entro quanto tempo verrà pagato il Tfr la prima cosa da fare è controllare il proprio Ccnl di riferimento. Di seguito alcuni esempi.

Termini di pagamento Tfr Commercio e Artigianato

La tempistica per il versamento delle somme dovute al dipendente per la liquidazione del Tfr sono di 45 giorni, calcolati a partire dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Termini di pagamento Tfr Terziario

Il pagamento del Tfr al dipendente è obbligatorio entro 30 giorni dalla data di fine rapporto.

Termini di pagamento Tfr  Metalmeccanico

I termini di pagamento Tfr metalmeccanici, deve avvenire obbligatoriamente entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’indice Istat da utilizzare per calcolare la rivalutazione del trattamento maturato fino a quel momento dal lavoratore.

Pagamento Tfr Turismo

Il trattamento di fine rapporto nel contratto turismo, deve essere versato al lavoratore con l’ultima busta paga, nel mese in cui è avvenuta la cessazione dell’attività lavorativa.

Termini di pagamento Tfr Telecomunicazioni

Il pagamento del trattamento di fine rapporto spettante al dipendete, deve avvenire entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’indice Istat, da utilizzare per calcolare la rivalutazione del trattamento maturato fino a quel momento dal lavoratore.

Termini di pagamento del Tfr Colf e Badanti

Il collaboratore domestico ha diritto al pagamento del Tfr, calcolato sulla base delle retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro durante il corso del rapporto di lavoro. La quota di Tfr maturata annualmente va determinata entro il 31 dicembre di ogni anno di servizio e rivalutata con il relativo indice Istat. La liquidazione di tutte le quote deve avvenire al momento della cessazione del rapporto di lavoro a prescindere dal motivo della sua interruzione.  Sul punto leggi anche: Badanti e colf: stipendio 2018 e orario massimo di lavoro.

Tfr dipendenti pubblici: quando viene pagato

Quanto sin qui detto non vale per i dipendenti pubblici, le cui tempistiche di liquidazione del Tfr – come anticipato – sono decisamente più lunghe. Inoltre, a differenza del settore privato, nel quale si parla solo di Tfr, i dipendenti pubblici accedono al Tfs (Trattamento di fine servizio) se assunti a tempo indeterminato entro il 31.12.2000; mentre il Tfr (trattamento di fine rapporto) si applica al personale assunto a tempo determinato o indeterminato successivamente al 01.01.2001. I termini di pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici sono differenti a seconda delle motivazioni che decretano la cessazione del rapporto di lavoro. Ecco, più nel dettaglio, quando viene liquidato il Tfr dei dipendenti pubblici.

Pagamento Tfr dipendenti pubblici: come e quando

Il pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici che hanno cessato il rapporto di lavoro perché hanno raggiunto i requisiti della pensione, avviene entro i seguenti termini e modalità:

Pagamento Tfr dipendenti pubblici: fino al 31.12.2017

  • Unica soluzione se il Tfr non supera i 50mila euro.
  • 2 rate annuali: se l’ammontare del Tfr è tra i 50mila e i 100mila euro.
  • 3 rate annuali: se il Tfr totale supera i 100mila euro. In questo caso la prima e seconda rata sono di 50 mila euro e vengono erogate rispettivamente a 6 e a 12 mesi da quando decorre il diritto alla liquidazione della prima indennità, successivamente viene pagata la quota residuale con la terza rata.

Pagamento Tfr dipendenti pubblici in pensione dal 01.01.2018

L’erogazione del Tfr avviene dopo 12 mesi con trattamento pensionistico senza penalizzazionie e dopo 24 mesi se il trattamento pensionistico è erogato con penalizzazioni.

Nuovi termini pagamento Tfr dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici i nuovi termini di pagamento e liquidazione Tfr cambiano a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, per cui, alla luce delle ultime disposizioni sul punto, l’erogazione avviene con le seguenti tempistiche:

  • Termine pagamento Tfr breve: entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso.
  • Non prima di 1 anno se la cessazione del contratto a tempo indeterminato avviene per pensionamento e raggiungimento dei requisiti di servizio o per età.
  • Non prima di 24 mesi se la cessazione avviene per dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento o destituzione dall’impiego.

Come anticipato, dunque, per i dipendenti pubblici il pagamento del Tfr può avvenire anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Evidente, dunque, la forte disparità di trattamento, che – a ben vedere – non è l’unica forma di illegittimità concernente l’erogazione del Tfr: leggi sul punto Trattenuta del 2,5% sul Tfr e diritto al rimborso.

Tfr non pagato: che fare? 

Una volta analizzate tutte le tempistiche entro le quali il Tfr deve essere necessariamente pagato dal datore di lavoro, non resta che rispondere alla seguente domanda: cosa fare in caso di mancato pagamento del Tfr? Quali rimedi sono concessi al lavoratore di fronte all’inadempimento del datore di lavoro?

Iniziamo col dire che nei casi di ritardo nell’erogazione del Tfr o addirittura di mancato pagamento, il lavoratore (che sia un dipendente pubblico o privato) ha sempre diritto ad inviare al datore di lavoro una lettera di messa in mora. Nella comunicazione inviata il dipendente deve chiedere espressamente il pagamento del dovuto e specificare che in caso di suo mancato versamento entro un determinato numero di giorni, provvederà per vie legali con rivalsa delle spese sostenute e degli interessi dovuti. Tuttavia, prima di inviare la lettera di messa in mora è sempre opportuno consultarsi con un avvocato o un consulente del lavoro per effettuare i calcoli degli importi dovuti dal datore moroso. Nel caso in cui il datore di lavoro non paghi nemmeno a seguito del formale sollecito si potrà successivamente procedere ad azioni legali vere e proprie dirette ad ottenere un titolo esecutivo (come ad esempio un decreto ingiuntivo) nei confronti del datore di lavoro inadempiente. Dopodiché, in mancanza di adempimento spontaneo, al lavoratore non resta che agire esecutivamente.

In ogni caso, se le azioni legali non vanno a buon fine, al dipendente non resta altro rimedio che chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia dell’Inps per ottenere il pagamento del Tfr. Ciò è ad esempio quanto accade in caso di fallimento del datore di lavoro. Infatti, in caso di fallimento dell’azienda, le ultime tre mensilità dello stipendio e il Tfr vengono versati ai dipendenti, dal Fondo di garanzia istituito presso l’Inps.

C’è da precisare, tuttavia, che il fondo interviene in maniera diversa a seconda che il datore di lavoro sia soggetto o meno alle procedure concorsuali. Nel caso di datore di lavoro soggetto a fallimento, al fine di poter accedere al Fondo di garanzia è necessario il ricorrere di alcuni requisiti:

  • il lavoratore deve dimostrare la cessazione del rapporto di lavoro subordinato;
  • l’accertamento dello stato d’insolvenza e l’apertura di una procedura concorsuale di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o di amministrazione straordinaria;
  • l’accertamento dell’esistenza del credito a titolo di Tfr e/o delle ultime tre mensilità.

Nel caso in cui, invece, l’azienda non è soggetta a fallimento, il Fondo di garanzia dell’Inps opera in ogni caso, ma è necessario il rispetto di alcune condizioni, oltre la dimostrazione della cessazione del rapporto di lavoro subordinato:

  • l’esistenza del credito per Tfr rimasto insoluto;
  • l’insufficienza del patrimonio dell’azienda a consentire la soddisfazione dei lavoratori. Ciò significa che il dipendente deve ad esempio aver tentato infruttuosamente un pignoramento e che questo sia stato negativo per non aver l’ufficiale giudiziario trovato beni da sottoporre ad esecuzione.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui, pur presentando l’azienda i requisiti per fallire, l’istanza di fallimento venga rigettata perché l’impresa è ormai cancellata dal Registro delle imprese da oltre un anno, o perché l’ammontare complessivo dei debiti scaduti e non pagati, accertati nell’ambito dell’istruttoria prefallimentare condotta dal Tribunale è inferiore a 3mila euro o in caso di immediata estinzione del fallimento per insufficienza dell’attivo (anche in questo caso, non essendo stata effettuata la verifica dello stato passivo, è necessario che il lavoratore si munisca di sentenza di condanna o decreto ingiuntivo).

Tfr non pagato: fai simile lettera di messa in mora 

Di seguito riportiamo un esempio di lettera di messa in mora da inoltrare al datore di lavoro:

Spett.le Azienda/ Egr. Sig. _______________
Via _________ nr. ______
Cap.  ______
P.I. ____________

Alla cortese attenzione del Responsabile del Personale/Amministrativo Egr. Sig. ______

Raccomandata A.R. Data e Luogo _/_/201_

Oggetto: sollecito pagamento TFR

Il sottoscritto _________, dipendente di codesta società dal _________ al _________, comunica che ad oggi non ha ancora ricevuto la somma spettante a titolo di Tfr, trattamento di fine rapporto. Con la presente Vi invita e diffida, pertanto, a provvedere al più presto al pagamento del suddetto, visto che il Tfr doveva essere consegnato entro e non oltre il _________ secondo quanto stabilito dall’art.____del Ccnl_________________

Vi informa, inoltre, che in caso di mancato o ulteriore ritardo nel pagamento entro e non oltre la data del ______ si vedrà costretto ad adire alle vie legali.

Distinti saluti

Luogo e Data ________________

Firma _____________

note

Autore immagine: Pixabay.com

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