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Lo sai che? Sigarette elettroniche 2018: costi, aumenti e tasse

Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2018

Sigarette elettroniche 2018: stangata record. Ecco cosa c’è da sapere sugli aumenti, sui costi e sulle tasse gravanti sulle sigarette elettroniche

A partire dal 1° gennaio 2018 il prezzo di ogni flacone di liquido per le sigarette elettroniche è notevolmente aumentato. Alla base degli aumenti dei prezzi dei liquidi delle sigarette elettroniche vi è una legge approvata a dicembre dal Parlamento [1], a seguito di un iter tutt’altro che semplice.

In proposito, numerose e vivaci sono state le proteste seguite da parte dei commercianti e dei consumatori che, in virtù dell’ennesima tassazione sulle sigarette elettroniche, si sono riversati davanti alle porte di Montecitorio per esprimere tutto il loro dissenso. Le proteste, però, sono servite a ben poco. Vediamo allora cosa è cambiato con riferimento alle sigarette elettroniche, quali sono stati gli aumenti e i divieti introdotti. Vediamo, inoltre, quanto costano le sigarette elettroniche e a cosa si riferiscono le tasse introdotte.

Sigarette elettroniche 2018: cosa cambia

Il Governo con decreto fiscale [2], collegato alla Legge approvata, ha reso il vapore Monopolio dello Stato, proprio come il tabacco. Nel dettaglio, il Governo ha equiparato le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, introducendo, a differenza di quanto previsto precedentemente [3], la tassazione anche per le e-cig [4].

Di conseguenza, a far data dal 1° gennaio 2018, il commercio delle sigarette elettroniche è tenuto ad uniformarsi alle regole previste in materia di “Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio” [5], che, ad oggi, regolamentano la vendita di tutti i prodotti contenenti nicotina o di altre sostanze idonee a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati. Conformemente, l’Agenzia del Monopolio è stata chiamata dall’esecutivo a dettare le modalità ed i requisiti relativi alle autorizzazioni e all’approvvigionamento dei prodotti contenenti nicotina [6].

Tra le novità contenute nel decreto del governo, oltre agli aumenti esponenziali dei flaconi dovuti alla tassazione delle sigarette elettroniche, troviamo anche il divieto della vendita online dei fluidi delle e-cig, con l’applicazione di sanzioni molto esose, pari a 40mila euro per chiunque non ottemperi a tale disposizione. Pertanto, i liquidi di ricarica potranno essere venduti solamente in tabaccherie e rivendite autorizzate, essendo illegale la vendita online anche su portali stranieri. Ed infatti, molti sono stati i siti oscurati da parte del Monopolio che, in spregio di quanto disposto, continuavano a vendere online.

Sigarette elettroniche: divieto di vendita on line

Giova precisare che il divieto di vendita su internet è circoscritto ai liquidi, per ragioni legate al voler impedire l’arrivo di sostanze non controllate, e non alle sigarette elettroniche (e-cig) che, diversamente, potranno ancora essere acquistate sui diversi siti presenti.

Il Governo ha ulteriormente precisato che tutti i produttori di liquidi delle sigarette elettroniche saranno tenuti a mettersi in regola; di conseguenza, saranno obbligati a pagare tutte le tasse finora non pagate perché non previste.

Alla luce delle novità appena descritte, quali il sensibile aumento dei prezzi dei liquidi e il divieto di vendita online, è indiscutibile la preoccupazione dei commercianti e dei consumatori che si ritrovano a dover fare i conti con l’ennesimo rincaro, dai riflessi economici non di poco conto.

Sigarette elettroniche: obiettivi e finalità degli aumenti

C’è chi crede che le nuove regole siano state disposte solo per ragioni di cassa. In realtà, alla base della nuova disciplina sulla circolazione e sulla vendita delle sigarette elettroniche vi è l’obiettivo di garantire adeguati controlli sul fronte sanitario. Con la nuova regolamentazione, infatti, i prodotti per le e-cig diventerebbero sicuramente più tracciabili e sicuri, consentendo una vera e propria lotta all’evasione che, con gli acquisti online, negli ultimi anni, era diventata ingestibile ed incontrollabile.

Comunque, non sono mancate critiche anche da parte del mondo scientifico che, in merito, ha espresso il proprio rammarico in virtù del fatto che, così facendo, si rischia di disincentivare l’acquisto di prodotti in grado, per la loro composizione, di ridurre il proliferare delle malattie legate al fumo.

Non a caso nel Regno Unito la e-cig viene offerta gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, perché considerata un sistema di riduzione del rischio dei danni del tabacco.

Sigarette elettroniche: quanto costano?

Premesso tutto ciò, non resta che passare ai numeri per comprendere quanto i consumatori italiani dovranno pagare per appagare il proprio piacere di fumare le sigarette elettroniche.

Senza tanti giri di parole, il prezzo di ogni flacone di liquidi per le sigarette elettroniche ad oggi è pari ad euro 7,50, a fronte dei 2,50 euro che si spendevano fino al 31 dicembre 2017.

Tale notevole aumento nasce dall’imposta fissa introdotta di 0,37344 euro (più Iva) per ogni ml di liquido.

In altre parole, 5 euro fissi ogni flacone da 10ml di liquido da vaporizzare (il quale dura per un consumatore medio circa 2/3 giorni), indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina.

Tale rincaro vale anche per l’acquisto delle boccette di glicerina e degli aromi che, in realtà, creano solo vapore acqueo.

Sigarette elettroniche: sono legittime le tasse?

E’ interessante evidenziale che la Corte Costituzionale si era già trovata a sindacare, in virtù delle questioni sollevate dal Tar Lazio, sulla legittimità della tassa applicata alle sigarette elettroniche, statuendone la legittimità, indipendentemente dal fatto che contenessero o meno nicotina [7].

Le questioni di illegittimità sollevate avevano ad oggetto quanto dettato nel decreto [8] in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei e di fiammiferi e l’assoggettamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come i medicinali, all’imposizione pari al 50% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette.

Con la sentenza richiamata, dunque, la Corte Costituzionale ha motivato la legittimità della tassazione delle sigarette elettroniche adducendone le seguenti finalità:

  • recuperare l’entrata erariale erosa dal mercato, in quanto la tassazione colpisce beni del tutto voluttuari, immessi in consumo dai fabbricanti e dai produttori, che per questo dimostrano una capacità contributiva adeguata, così come i consumatori finali sui quali ricade l’imposta;
  • di tutela della salute, in nome del principio di precauzione nei confronti di prodotti che potrebbero costituire un tramite verso il tabacco.

Sulla scorta di tali ragioni, la Corte Costituzionale ha concluso per la piena legittimità della tassa sulla sigaretta elettronica, indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina.

note

[1] Legge di Bilancio 2018.

[2] D.L. Fiscale n. 148/2017.

[3] Art. 62 quater D.Lgs. 504/1995.

[4] Art. 19 quinquies D.L. Fiscale 148/2017.

[5] L. n. 1293/1957.

[6] Art. 62 quater, comma 5 bis, D.Lgs. 504/1995.

[7] Corte Cost., sent. n. 240/2017.

[8] D.Lgs. 188/2014.

Autore immagine: Pixabay.com

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