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Lo sai che? Disdetta canone Rai 2018: come fare

Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2018

Canone Rai: vediamo cos’è, come funziona e quando fare la disdetta. Vediamo inoltre quali sono i casi di esenzione dal pagamento del Canone Rai

Il canone Rai non deve essere pagato sempre e comunque. Vero è che si tratta di un’imposta che deve essere obbligatoriamente versata da quanti posseggono un televisore o qualsiasi altro apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi tv. Tuttavia, quando vengono meno i presupposti per il pagamento di questa imposta, è giusto che il canone Rai non venga pagato. Dunque, se ritieni di non dover pagare il canone Rai, oggi addebitato direttamente sulla bolletta della luce, e ti stai chiedendo come fare, allora stai leggendo l’articolo giusto.

Smettere di pagare il canone Rai, pur continuando ad usufruire dell’energia elettrica, è possibile. Come? Semplicemente presentando una dichiarazione. Dunque, è possibile richiedere la disdetta dell’abbonamento Rai e risparmiare così 90 euro. Scopriamo insieme come fare. Sul punto, inoltre, è bene sapere che ci sono anche dei casi di esenzione dal pagamento del canone Rai. Ma procediamo con ordine.

Disdetta canone Rai: chi può richiederla?

Come tutti sanno, a partire dal 2016 [1] non è più necessario recarsi in Posta per pagare il canone Rai, in quanto lo stesso viene direttamente addebitato sulla bolletta della luce. A fronte di tale certezza, tuttavia, sono ancora molti i dubbi circa la possibilità di sfuggire a tale contributo.

Sul punto, è bene sapere che il canone Rai può non essere pagato, purché si dichiari di non essere più in possesso di apparecchi televisivi ed indipendentemente dall’essere titolari di un’utenza elettrica per uso domestico residenziale. Nel dettaglio, l’interessato dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva con la quale dichiara di non possedere, nella propria abitazione, alcun televisore. Per quanto concerne l’utenza elettrica, invece, continuerà ad usufruirne senza problema alcuno. La disdetta del canone, dunque, non produce alcun effetto sulla erogazione della energia elettrica.

Ma non è finita qui. 

Esenzione canone Rai: chi ne ha diritto

Al di là della disdetta per il venir meno del possesso di qualsivoglia apparecchio televisivo, esistono altri casi in cui è possibile non pagare il canone, facendo valere il diritto all’esenzione. Vediamo allora chi ha diritto ad essere esonerato dal pagamento del canone Rai.

L’esonero è riconosciuto a tutti coloro che rientrano nelle seguenti categorie:

  • cittadini che hanno compiuto 75 anni, con reddito annuo non superiore ad euro 6.713,98 (per coloro che hanno fatto richiesta entro il 2017) o ad euro 8mila (per le richieste relative all’anno 2018). Sul punto, leggi anche: ;
  • agenti diplomatici;
  • funzionari o impiegati consolari;
  • funzionari di organizzazioni internazionali, esenti in virtù dell’accordo di sede applicabile;
  • militari di cittadinanza non italiana o il personale civile, non residente in Italia, di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze Nato [2].

Nei casi appena descritti, il contribuente dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva nella quale, specificando la sua posizione ed il requisito di cui è titolare, richiede il riconoscimento dell’esenzione.

E’ sufficiente presentare una sola richiesta. Non è necessario, cioè, rinnovare la dichiarazione ogni anno, purché permangano le condizioni dichiarate. Nel caso in cui mutassero, invece, il soggetto esentato dovrà presentare una dichiarazione di variazione dei presupposti.

Disdetta canone Rai: cosa fare

In virtù delle novità introdotte nel 2016, il contribuente non può più procedere con la denuncia di cessazione di abbonamento televisivo per suggellamento. Il suggellamento era una procedura (oramai superata) che consentiva di disdire il canone Rai mediante oscuramento dei canali Rai. In buona sostanza, il suggellamento permetteva di disdire il canone Rai senza disfarsi fisicamente dell’apparecchio: fatta la segnalazione alla Rai, questa avrebbe inviato un proprio tecnico per modificare la Tv impedendole di captare i segnali Rai.

Ad oggi, invece, per eludere il pagamento del canone, il contribuente dovrà procedere con la disdetta dell’abbonamento, restando comunque titolare di fornitura di energia elettrica. Come anticipato, sono legittimati a richiedere la disdetta coloro che non possiedono più, nella propria abitazione, un apparecchio televisivo.

Dunque, sarà sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione; a tal fine, ci si può avvalere del modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, presente in rete,  compilarlo in ogni sua parte e trasmetterlo.

Dichiarazione sostitutiva per il canone Rai: a chi inviarla e come

Il contribuente che non possiede più un televisore in casa potrà non pagare più il canone Rai, presentando domanda di disdetta dell’abbonamento. Il modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione dovrà essere compilato in ogni sua parte ed inviato mediante il servizio web, reso disponibile all’interno dell’area riservata dei servizi telematici. E’ bene evidenziare che per accedere al servizio web è necessario registrarsi ai servizi telematici.

Qualora non risulti possibile la trasmissione telematica, il modello potrà essere presentato tramite il servizio postale in plico raccomandato senza busta, all’indirizzo che segue:

Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv – Casella postale 22 – 10121 Torino. 

Disdetta canone Rai: i termini

Abbiamo visto come disdire il canone rai inviando una semplice dichiarazione di non detenzione. La dichiarazione sostitutiva produce i suoi effetti per un solo anno. Pertanto, dovrà essere rinnovata annualmente, a condizione che continui a non disporsi di un apparecchio tv.

Il problema è che, per avere effetto per l’intero anno, questo modello deve essere presentato a partire dal primo luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. La dichiarazione presentata dal primo febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre del medesimo anno.

Ad esempio, per l’anno 2018 la dichiarazione presentata dal 1° luglio 2017 al 31 gennaio 2018 esonera dal pagamento per l’intero anno 2018, mentre quella presentata dal 1° febbraio al 30 giugno 2018 esonera dal pagamento per il secondo semestre (luglio-dicembre 2018). Quindi, a meno che non vi interessi procedere con la disdetta per il 2019, i termini sono ormai scaduti. C’è tempo invece fino al 30 giugno del 2018 per non pagare il canone che va a coprire il semestre luglio – dicembre 2018.

note

[1] Legge di Stabilità n. 208 del 28.12.2015.

[2] Art. 10 Convenzione di Londra del 19.06.1951.

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