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Lo sai che? Colf e badanti: spettano gli straordinari?

Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2018

Colf e badanti non hanno diritto agli straordinari pagati separatamente senza uno specifico e dettagliato patto di conglobamento

Molte volte il lavoro domestico viene “sottovalutato”. Niente di più errato: badanti, colf, baby sitter e collaboratori domestici sono lavoratori come tutti gli altri e per questo hanno il diritto di vedere rispettato il loro contratto nazionale di categoria (Ccnl). Per tutti i dettagli e gli approfondimenti sul lavoro domestico, vi consigliamo la lettura di una semplice guida: Lavoro domestico: tutto quello che c’è da sapere.

Sul punto, inoltre, è bene sapere che per quest’anno è aumentato lo stipendio da corrispondere a colf, badanti, collaboratrici domestiche e baby sitter. Il 2018, inoltre, è l’anno dei riflettori puntati sull’orario massimo di lavoro di colf e badanti. Eventuali violazioni da parte del datore di lavoro, infatti, saranno pesantemente sanzionate. Di tanto abbiamo parlato nell’articolo Colf, badanti e baby sitter: stipendio e nuove regole.

In questo approfondimento, invece, ci occuperemo di un altro aspetto fondamentale del lavoro domestico, vale a dire il pagamento degli straordinari. Sul punto, infatti, è di recente intervenuta una pronuncia della Corte di Cassazione che ha avuto modo di affermare i principi che analizzeremo nel presente articolo in tema di pagamento degli straordinari a colf e badanti.

Quando la colf ha diritto agli straordinari

Colf e badanti non hanno diritto agli straordinari pagati separatamente senza uno specifico e dettagliato patto di conglobamento, soprattutto  se l’accordo tra le parti si riferisce ad un orario complessivo giornaliero superiore a quello ordinario. Ciò, come anticipato, è quanto emerge da una recentissima pronuncia della Cassazione [1], la quale ha dato ragione ai parenti del datore di lavoro di una domestica assunta in nero. La donna, giustamente, aveva già ottenuto le differenze retributive; in più aveva chiesto il pagamento degli straordinari.

Sul punto, tuttavia, i giudici della Corte di Cassazione hanno rilevato che il patto di conglobamento per la retribuzione di corrispettivi ulteriormente dovuti al lavoratore per legge o per contratto è valido solo se dal patto di conglobamento stesso risultino gli specifici titoli cui è riferibile la prestazione patrimoniale complessiva, poiché solo in tal caso è superabile la presunzione che il compenso convenuto è dovuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile un controllo da parte del giudice circa l’effettivo riconoscimento dei diritti inderogabilmente spettanti al lavoratore per legge o per contratto.

Patto di conglobamento: quando è valido

Conformemente a quanto scritto sopra, può affermarsi che il patto di conglobamento è valido a condizione che sia specificato il compenso per il lavoro ordinario e quello per il lavoro straordinario e che risultino riconosciuti tutti i diritti inderogabili dei lavoratori.

Ai fini della validità del patto di conglobamento del compenso per il lavoro straordinario nella retribuzione ordinaria, dunque, è necessario che risultino riconosciuti i diritti inderogabili dei lavoratori e che sia determinato quale sia il compenso per il lavoro ordinario e quale l’ammontare del compenso per lavoro straordinario, in modo da consentire al giudice il controllo circa l’effettivo riconoscimento al lavoratore dei diritti inderogabilmente spettantigli per legge o in virtù della contrattazione collettiva.

Non è valido, invece,  il patto di conglobamento di tutte le voci retributive in una somma complessiva da erogarsi mensilmente. Serve infatti un’elencazione degli importi specifica per ogni singola voce [2].

note

[1] Cass. ord. n. 15604 del 14.06.2018.

[2] Cfr. Cass. sent. n. 16710/2014.

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