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Le Guide Decreto ingiuntivo europeo: cos’è e come funziona

Le Guide Pubblicato il 28 giugno 2018

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> Le Guide Pubblicato il 28 giugno 2018

Vediamo come recuperare i crediti quando il debitore non risiede in Italia, ma in un Paese dell’Unione Europea. Ecco come funziona il decreto ingiuntivo europeo

Se ti stai chiedendo come procedere al recupero dei crediti quando il debitore non è residente in Italia, ma in un Paese dell’Unione Europea, allora questo articolo fa al caso tuo.   Sul punto, infatti, è molto importante sapere che con un apposito regolamento Europeo [1] è stato introdotto un particolare procedimento, mediante il quale è possibile recuperare le somme dovute ed i crediti derivanti da rapporti transfrontalieri, vale a dire instaurati con soggetti residenti o domiciliati in uno Stato membro dell’Unione Europea.

Il procedimento europeo di ingiunzione ha il fine di far recuperare i crediti pecuniari, in modo celere ed agevole, purché non risultino contestati e siano liquidi ed esigibili.

Per attivare la procedura, che è alternativa rispetto a quella interna, è necessario compiere diversi passaggi. In questo articolo troverai tutto ciò che c’è da sapere sulla procedura europea per i crediti transfrontalieri.

Vediamo allora cos’è il decreto ingiuntivo europeo; scopriamo, inoltre, come può essere richiesto; come si articola il procedimento di ingiunzione; cosa accade se la domanda viene accolta o rigettata e come fare opposizione.

Decreto ingiuntivo europeo: cos’è

Il decreto ingiuntivo europeo è uno strumento che consente di recuperare quei crediti pecuniari che scaturiscono da rapporti transfrontalieri, che si instaurano cioè con soggetti appartenenti ad uno Stato dell’Unione Europea.

Il procedimento europeo di ingiunzione di pagamento, quale iter che il creditore deve compiere per ottenere il decreto ingiuntivo europeo, si presenta tutt’altro che complesso e sicuramente molto agevole. L’intento del legislatore europeo, infatti, è stato proprio quello di semplificare, accelerare e ridurre i costi dei procedimenti per le controversie transfrontaliere, inerenti crediti pecuniari non oggetto di contestazione; assicurando al contempo la libera circolazione dell’ingiunzione di pagamento europea in tutti gli Stati, fuorché la Danimarca.

La procedura in commento ha carattere facoltativo e non sostitutivo rispetto alla procedura nazionale di ingiunzione di pagamento.

Procedimento europeo di ingiunzione: quali condizioni

Il procedimento europeo di ingiunzione può essere instaurato, purché sussistano le seguenti condizioni:

  • deve trattarsi di controversie transfrontaliere, vale a dire quelle in cui una delle parti ha il proprio domicilio/residenza in uno Stato membro diverso da quello del Giudice adito, ad eccezione della Danimarca;
  • deve trattarsi di vertenze di natura civile o commerciale;
  • il credito per il quale si agisce deve essere liquido ed esigibile; in altre parole il credito deve essere determinato nel suo ammontare e non sottoposto a termine o condizione. Inoltre, il credito non deve risultare contestato dal debitore e deve avere natura contrattuale. Sono esclusi, dunque, i crediti di natura extracontrattuale.

Procedimento europeo di ingiunzione: quando non può applicarsi

Come anticipato, il procedimento europeo di ingiunzione può essere instaurato per quanto concerne le controversie di natura civile e commerciale. Dunque,  restano escluse le controversie relative alle seguenti materie:

  • fiscale, doganale o amministrativa;
  • responsabilità di uno Stato per atti o omissioni nell’esercizio di pubblici poteri;
  • regime patrimoniale della famiglia;
  • fallimenti, concordati ed altre procedure analoghe;
  • previdenza sociale;
  • crediti derivanti da obbligazioni non contrattuali, ad eccezione dei casi ove vi sia un accordo specifico tra le parti.

Decreto ingiuntivo europeo: qual è l’iter da compiere

La domanda di ingiunzione europea, che mira appunto all’ottenimento del decreto ingiuntivo europeo, deve essere presentata tramite un modello standard, allegato al Regolamento (modulo A), dinanzi al giudice competente.

L’istante non è tenuto a fornire prova della pretesa creditoria, ma solo a descrivere le prove a sostegno della domanda, dichiarando di “fornire in coscienza e in fede informazioni veritiere”.

Nel dettaglio, il ricorrente è tenuto ad indicare nella domanda da inoltrare, quanto segue:

  • dati anagrafici;
  • autorità giudiziaria adita;
  • importo del credito [2], nonché le circostanze alla base del credito e le prove a sostegno della domanda.

Depositata la domanda, il Giudice deve verificare che vi siano tutti i requisiti formali descritti sopra e, se del caso, invitare la parte istante a completare o rettificare la domanda.

In seguito, il Giudice potrà rigettare la domanda o, diversamente, accoglierla.

Procedimento europeo di ingiunzione: rigetto della domanda

Esaminata la domanda del ricorrente, il Giudice può rigettarla per diversi motivi, quali:

  • controversia di natura non transfrontaliera;
  • giudizio su materia esclusa, come sopra elencate;
  • credito non pecuniario, né tantomeno liquido o esigibile;
  • incompetenza giurisdizionale;
  • mancato rispetto dei requisiti della domanda;
  • credito infondato;
  • domanda incompleta o errata.

In caso di diniego, il ricorrente non può impugnare la decisione, ma ha la possibilità di presentare una nuova domanda, sia con procedura europea che con procedura ordinaria.

Procedimento europeo di ingiunzione: accoglimento della domanda

Il giudice adito, se ritiene la domanda satisfattiva e fondata, accoglie il ricorso emettendo ingiunzione di pagamento europeo nei confronti del debitore, utilizzando il modulo E allegato al Regolamento.

Il Giudice è tenuto a provvedervi entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

Il decreto ingiuntivo europeo, una volta emesso, deve essere notificato al debitore, il quale è tenuto ad essere informato che:

  • l’ingiunzione acquista forza esecutiva se non viene fatta opposizione entro 30 giorni;
  • nel caso di opposizione, il giudizio prosegue davanti al giudice competete dello Stato membro d’origine.

Pertanto, il debitore che vede notificarsi il decreto ingiuntivo europeo ha due possibilità:

  • pagare al creditore quanto dovuto;
  • o diversamente fare opposizione.

Vediamo allora come funziona l’opposizione a decreto ingiuntivo europeo.

Opposizione a decreto ingiuntivo europeo: come funziona

Entro 30 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo europeo, il debitore può fare opposizione, mediante il modulo standard F presente nel Regolamento. In tali casi, il giudizio che si andrà ad instaurare continuerà davanti al giudice del paese dell’UE in cui l’ingiunzione di pagamento europea è stata emessa.

Il debitore che fa opposizione può indicare, nel modulo di opposizione, quale procedura preferisce che si applichi, tra il procedimento europeo per le controversie di modesta entità [3] e il rito processuale civile nazionale.

Decreto ingiuntivo europeo: riesame

E’ possibile richiedere, da parte del debitore ingiunto, il riesame del decreto ingiuntivo europeo, dopo che siano decorsi i 30 giorni prescritti per fare opposizione, allorquando:

  • l’ingiunzione sia stata notificata senza prova alcuna del ricevimento da parte del debitore ed in tempo insufficiente per consentire a quest’ultimo di preparare la difesa;
  • per causa di forza maggiore, il debitore non abbia potuto fare opposizione;
  • l’ingiunzione sia palesemente errata.

Se il Giudice accoglie il riesame, l’ingiunzione di pagamento viene dichiarata nulla.

note

[1] Regolamento UE n. 1893/2006.

[2] Art. 7 Reg. UE 1896/2006.

[3] Regolamento CE n. 861/2007.

Autore immagine: Pixabay.com

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