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Lo sai che? Conguaglio delle imposte per chi ha svolto tanti lavori

Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 luglio 2018

Come conguagliare la tassazione del lavoratore dipendente con molti cud: quali dati della certificazione unica sommare, come calcolare Irpef, detrazioni e bonus.

Hai appena assunto un lavoratore che ha svolto, nel corso dell’anno, diverse attività e ti ha chiesto di conguagliare le tasse, per non ritrovarsi con importi a debito nella dichiarazione dei redditi? Non farti prendere dal panico: il conguaglio fiscale del lavoratore con più cud, o meglio con più cu (il cud, il vecchio modulo da cui risultano i compensi erogati e le trattenute effettuate dal sostituto d’imposta, è stato infatti sostituito dalla cu, la certificazione unica), non è una passeggiata, ma seguendo determinati passaggi e specifici accorgimenti è possibile calcolare la tassazione complessivamente dovuta dal dipendente senza errori. Un conguaglio esatto, ovviamente, può essere calcolato soltanto alla fine dell’anno, o al termine del rapporto di lavoro: prima, non è possibile conoscere con esattezza le spettanze del dipendente da tassare. Vediamo allora come fare il conguaglio delle imposte per chi ha svolto tanti lavori.

Quali imposte paga il lavoratore?

Prima di calcolare il conguaglio delle imposte del lavoratore, dobbiamo ovviamente capire quali imposte paga il lavoratore. Le imposte a carico della generalità dei lavoratori dipendenti sono l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, e le addizionali regionali e comunali all’Irpef.

Come si calcola l’Irpef

L’Irpef non ha un ammontare fisso, ma è modulata ad aliquote e scaglioni:

  • sino a 15.000 euro di reddito, l’imposta è pari al 23%;
  • da 15.0001 a 28.000, 27%;
  • da 28.001 a 55.000, 38%;
  • da 55.001 a 75.000, 41%;
  • da 75.001, 43%.

In pratica, se lavoratore guadagna 25mila euro l’anno, dedotti i contributi, deve corrispondere allo Stato il 23% sui primi 15mila euro di reddito, pari a 3,450 euro, ed il 28% sui restanti 10mila euro, pari a 2.800 euro, per un totale Irpef di 6.250 euro. L’imposta così calcolata, però, è solo l’Irpef lorda: sino a 55mila di reddito annuo, il dipendente ha diritto a una detrazione, per la produzione di redditi di lavoro dipendente.

Detrazione per redditi da lavoro dipendente

Chi possiede redditi da lavoro dipendente o assimilati (ad esempio redditi dei co.co.co. o derivanti da trattamenti di disoccupazione) ha diritto, a seconda della fascia di reddito, alle seguenti detrazioni:

  • per reddito complessivo non superiore a 8.000 euro: 1.880 euro;
  • per reddito complessivo compreso tra 8.000 e 28.000 euro si deve applicare la seguente formula: 978 + [902 × (28.000 – reddito complessivo) / 20.000];
  • per reddito complessivo compreso tra 28.000 e 55.000 euro si deve applicare la seguente formula: 978 × [(55.000 – reddito complessivo) / 27.000];

Oltre 55mila euro di reddito non è prevista nessuna detrazione.

La detrazione non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi (da pensione, da lavoro autonomo e d’impresa minore) e deve essere rapportata ai giorni di lavoro nell’anno: ad esempio, se i giorni di lavoro sono pari a 280, si deve dividere la detrazione spettante per 365 e moltiplicare per 280.

In ogni caso la detrazione sulla fascia di reddito minima non può essere inferiore a 690 euro o, per i rapporti di lavoro a tempo determinato (fra cui sono compresi anche i periodi di inattività per i quali si percepiscono i trattamenti a sostegno del reddito erogati dall’Inps), a 1.380 euro, a prescindere dal periodo lavorato.

A chi si applica la detrazione per redditi da lavoro dipendente?

Sono assimilati, ai fini della detrazione, ai redditi da lavoro dipendente i seguenti redditi:

  • redditi da collaborazione (co.co.co. e vecchi co.co.pro e mini coco.co.);
  • compensi corrisposti a soci di cooperative;
  • borse di studio;
  • compensi corrisposti da terzi;
  • compensi a soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
  • rendite vitalizie e a tempo determinato;
  • capitali e rendite da fondi pensione;
  • remunerazione dei sacerdoti.

Se, ad esempio, il dipendente che ti ha chiesto di effettuare il conguaglio ha lavorato anche come collaboratore, devi considerare, per il calcolo delle detrazioni, anche i redditi ed i periodi in cui ha prestato servizio come parasubordinato.

Bonus Irpef da 80 euro

Sui redditi da lavoro e assimilati, per i contribuenti che hanno un reddito complessivo da 8mila sino a 24.600 euro annui, è dovuto anche un bonus, detto bonus Irpef o bonus Renzi, pari a 80 euro mensili e 960 euro annui. Per i redditi da 24.600 a 26.600 euro, l’importo del bonus è ridotto secondo la seguente formula:

  • 960 x (26.600-reddito annuale): 2.000.

Ad esempio, se un contribuente ha un reddito pari a 25mila euro, avrà diritto a un bonus pari a:

  • 960 x (26.600-25.000):2000;
  • 960 x (1600:2000);
  • 960 x 0,8;
  • 768 euro.

Anche il bonus Renzi, come la detrazione per redditi di lavoro dipendente, va proporzionato in base al periodo lavorato nell’anno.

Come calcolare la tassazione a conguaglio

Abbiamo visto come calcolare l’Irpef, le detrazioni per il lavoro dipendente ed il bonus Renzi. Veniamo ora al calcolo del conguaglio Irpef per un dipendente con più Cu: facciamo un esempio pratico.

Il Sig. Rossi ha 4 Certificazioni uniche per redditi di lavoro dipendente, che lui crede siano state correttamente conguagliate dall’ultimo dei suoi datori di lavoro. Ma sarà veramente così?

Vediamo i dati rilevati del primo cud, o meglio della prima cu; per semplicità calcoliamo la sola Irpef, e non le addizionali:

  • giorni di lavoro nell’anno: dal 3 febbraio al 30 settembre, 240 giorni;
  • redditi di lavoro dipendente: 13.077,41 euro;
  • ritenute Irpef: 1.922,22 euro;
  • il datore di lavoro ha erogato anche 631,23 euro di bonus Irpef.

Ecco i dati del secondo cud; si tratta di una certificazione di una collaborazione (non cambia nulla ai fini della tassazione, in quanto il reddito di lavoro parasubordinato è assimilato al reddito di lavoro dipendente):

  • giorni di lavoro nell’anno: dal 2 maggio al 31 dicembre, 244 giorni;
  • redditi di lavoro dipendente: 10.614,08 euro;
  • ritenute Irpef: 1.263,34 euro;
  • il datore di lavoro ha erogato anche 641,75 euro di bonus Irpef.

Ecco i dati del terzo cud:

  • giorni di lavoro nell’anno: 365;
  • redditi di lavoro dipendente: 26.727,99 euro;
  • ritenute Irpef: 6.616,56euro;
  • il datore di lavoro non ha erogato bonus Irpef.

Ed ecco, infine, i dati dell’ultimo cud:

  • giorni di lavoro nell’anno: 92;
  • redditi di lavoro dipendente: 21.304,67euro;
  • ritenute Irpef: 6.758,58 euro;
  • il datore di lavoro non ha erogato bonus Irpef.

Per il conguaglio, i dati rilevanti sono dunque:

  • totale dei giorni lavorati: 365 (i giorni sovrapposti non contano)
  • totale reddito imponibile (bisogna sommare i singoli imponibili): 71.724,25 (non spettano detrazioni in quanto il reddito è superiore a 55.000 euro);
  • totale Irpef calcolata: 24.076,94 euro;
  • totale Irpef già pagata: 16.559,70;
  • differenza: 7.517,24 euro.

Il lavoratore deve poi restituire 1.272,98 euro di bonus Irpef illegittimamente fruito (tra l’altro, ricevuto doppio!), dovendo restituire complessivamente 8.790,22 euro, oltre alle addizionali regionali e comunali.

Questo esempio pratico dimostra quanto sia importante che, perché il conguaglio sia effettivo, vanno inclusi tutti i redditi e le erogazioni del lavoratore.

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