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Lo sai che? Litigi sul posto di lavoro: licenziamento non automatico anche se previsto dal CCNL

Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 marzo 2013

Il licenziamento disciplinare, proprio per la gravità dei suoi effetti, non può essere automatico solo perché previsto dal contratto collettivo, ma richiede una verifica caso per caso della gravità della condotta contestata al lavoratore.

Il licenziamento per giusta causa non può essere inflitto in modo automatico solo perché previsto dal contratto collettivo nazionale come conseguenza di un determinato comportamento grave; al contrario, il giudice, di volta in volta, deve verificare la reale entità e gravità del comportamento contestato al lavoratore.

Lo ha sancito la Cassazione [1] che ha revocato il licenziamento nei confronti di un lavoratore per essersi litigato, in modo violento, con un collega. Benché l’episodio fosse tra quelli indicati dal contratto collettivo come causa di recesso dal rapporto di lavoro, il giudice ha ritenuto che il fatto non fosse tanto grave da giustificare la sanzione espulsiva.

Secondo la Suprema Corte, la nozione di “giusta causa” di licenziamento ha natura legale e il giudice non può essere vincolato alle previsioni di condotte integranti “giusta causa” solo perché previste nei CCNL. Il magistrato, al contrario, è sempre tenuto a valutare la legittimità di un licenziamento disciplinare, accertandosi sulla reale entità e gravità della condotta, nonché sulla proporzione tra sanzione adottata dal datore di lavoro e infrazione commessa dal lavoratore.

note

[1] Cass. sent. n. 5280/2013.

Il datore di lavoro non può procedere al licenziamento per giusta causa in modo automatico solo perché il dipendente ha commesso una delle condotte previste dal CCNL come causa appunto di recesso dal rapporto di lavoro. È necessario sempre che egli effettui, prima, una verifica di proporzione tra sanzione disciplinare e condotta concreta; diversamente c’è il rischio che il giudice annulli il licenziamento, con tutte le conseguenze in termini di risarcimento del danno.

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